Secondo uno studio pubblicato il 17 settembre 2026 sulla rivista PLOS Medicine, le persone che trascorrono una quota maggiore del sonno notturno nella fase REM e nel sonno profondo hanno avuto negli anni successivi un rischio minore di sviluppare decine di malattie. In questo studio, ricercatori cinesi hanno analizzato i dati di 95.559 partecipanti della UK Biobank, la biobanca britannica.
Come è stato misurato il sonno?
I partecipanti, con un’età media di circa 56 anni, hanno indossato per sette giorni consecutivi un accelerometro da polso. Un modello di machine learning ha poi stimato da questi dati le fasi del sonno REM, profondo e leggero, la durata totale del sonno, i risvegli dopo l’addormentamento e il grado di irregolarità del sonno. Queste persone sono state seguite per una mediana di circa 9 anni e le loro cartelle sanitarie sono state analizzate per verificare l’associazione con oltre mille malattie e condizioni cliniche. Nelle analisi si è tenuto conto anche dell’effetto di età, sesso, condizione socioeconomica, stile di vita e fattori ambientali.
I risultati principali
L’associazione più forte riguardava il sonno REM, cioè la fase in cui avviene la maggior parte dei sogni. Per ogni aumento di circa 48 minuti di sonno REM, il rischio di 83 malattie risultava significativamente più basso. Tra queste malattie figurano insufficienza cardiaca, demenza, Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla.
Anche un maggiore sonno profondo è risultato associato a un minor rischio di sette malattie, tra cui diabete di tipo 2 e depressione maggiore. Al contrario, una quota maggiore di sonno leggero era associata a un aumento del rischio di 28 malattie.
Quanto alla durata del sonno, le persone che dormivano tra 6 e 8 ore per notte avevano il rischio più basso per 69 malattie, mentre dormire meno di 5 ore era associato al rischio più alto per 37 malattie.
I limiti dello studio
Si tratta di una ricerca osservazionale che non può dimostrare un rapporto di causa-effetto. In altre parole, non è chiaro se il cambiamento del modello di sonno contribuisca alla comparsa della malattia o sia esso stesso la conseguenza di problemi di salute non ancora diagnosticati. Inoltre, le fasi del sonno sono state stimate con un dispositivo da polso e un modello computazionale, non con la polisonnografia in un laboratorio del sonno.
Fonte: rivista PLOS Medicine, 17 settembre 2026; tramite ScienceDaily e Medscape
#Sonno_REM #Salute_del_sonno #Ricerca_medica
Foto: Vitaly Gariev / Unsplash (immagine decorativa)