Data di pubblicazione: 6 novembre 2026
Lo studio clinico di fase 2 UNICORN, promosso dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in collaborazione con centri italiani, ha riportato risultati promettenti sull’impiego di un breve ciclo di immunoterapia prima dell’intervento nei pazienti con carcinoma del colon localizzato e resecabile. L’articolo è stato pubblicato il 2 novembre 2026 su Nature Medicine.
Che cosa ha valutato lo studio?
Lo studio ha incluso 56 pazienti con carcinoma del colon localizzato e resecabile, suddivisi in gruppi in base allo stato del sistema di riparazione dei mismatch del DNA (Mismatch Repair, MMR). Il trattamento preoperatorio prevedeva botensilimab da solo oppure in associazione con balstilimab, due farmaci immunoterapici diretti rispettivamente contro CTLA-4 e PD-1.
L’obiettivo era valutare la regressione tumorale nel pezzo operatorio dopo un breve trattamento nella fase che precede l’intervento, con una strategia guidata dalle caratteristiche molecolari del tumore.
I risultati principali
- Nel gruppo con deficit del mismatch repair (dMMR / MSI-H) trattato con botensilimab e balstilimab, il tasso di risposta patologica maggiore è stato del 100%.
- Nello stesso gruppo, 13 pazienti su 14 (93%) non presentavano cellule tumorali vitali residue nel campione chirurgico, ottenendo una risposta patologica completa (pCR).
- Nel gruppo con MMR conservato (pMMR / MSS) trattato con la combinazione, la risposta patologica maggiore è stata del 36%; la risposta patologica completa è stata osservata nel 29% dei pazienti.
- Nel gruppo pMMR trattato con il solo botensilimab non sono state osservate risposte patologiche maggiori, sottolineando il possibile ruolo della combinazione e della selezione molecolare.
Biopsia liquida e DNA tumorale circolante
Oltre all’esame istologico del pezzo operatorio, i ricercatori hanno monitorato il DNA tumorale circolante (ctDNA). La clearance del ctDNA dopo il trattamento è risultata associata alla risposta patologica e all’assenza di recidiva al momento del follow-up. Si tratta di un dato interessante per lo sviluppo di strategie di monitoraggio, ma non ancora sufficiente per guidare da solo le decisioni terapeutiche.
Sicurezza e limiti
Eventi avversi immuno-correlati sono stati riportati nel 41% dell’intera popolazione. La maggior parte è risultata gestibile; tuttavia, l’immunoterapia può causare effetti indesiderati come diarrea e infiammazioni endocrine e richiede un monitoraggio specialistico.
I risultati vanno interpretati con cautela: si tratta di uno studio di fase 2, non randomizzato, con gruppi di dimensioni contenute. Non dimostrano che l’immunoterapia possa sostituire la chirurgia, che resta parte del percorso valutato nello studio. Saranno necessari studi più ampi, in particolare trial randomizzati di fase 3, per confermare efficacia, sicurezza e risultati a lungo termine. Una risposta patologica completa, da sola, non autorizza a omettere l’intervento.
Perché è importante
UNICORN suggerisce che una strategia neoadiuvante personalizzata in base allo stato MMR potrebbe indurre risposte profonde in una parte dei pazienti con carcinoma del colon, anche in alcuni tumori pMMR tradizionalmente considerati poco sensibili all’immunoterapia. I prossimi passaggi dovranno chiarire quali pazienti beneficiano maggiormente del trattamento e quali siano gli effetti su recidiva e sopravvivenza.
Immagine in evidenza: Julia Koblitz / Unsplash; fotografia illustrativa d’archivio, non ritrae il gruppo di ricerca né i pazienti dello studio.
Fonti: Ghelardi F, Ambrosini M, Raimondi A, et al. Neoadjuvant botensilimab with or without balstilimab in pMMR and dMMR colon cancer: the phase 2 UNICORN trial. Nature Medicine. 2 novembre 2026.; Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – notizia sullo studio UNICORN; ClinicalTrials.gov: NCT05845450.
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