La laurea in medicina in Italia, da sola, non basta per iniziare l’attività clinica. Per esercitare legalmente come medico è necessario iscriversi all’«Albo dei Medici Chirurghi» dell’Ordine dei Medici provinciale. Questa guida spiega il percorso dalla laurea fino all’iscrizione definitiva, all’attivazione della PEC e all’avvio degli obblighi ENPAM.
1. L’iscrizione all’Ordine è obbligatoria?
Sì. Secondo le norme richiamate dalla FNOMCeO, per esercitare la professione medica in qualsiasi forma giuridica è obbligatoria l’iscrizione all’Albo professionale. Per iscriversi bisogna godere dei diritti civili, possedere il titolo e l’abilitazione validi per l’esercizio in Italia ed avere un legame con la provincia dell’Ordine scelto tramite residenza, domicilio professionale o luogo di esercizio della professione.
Il testo di legge e i requisiti di base sono consultabili sulla pagina ufficiale della FNOMCeO.
2. Chi si laurea in medicina in Italia deve ancora sostenere l’Esame di Stato?
Per la maggior parte dei nuovi laureati del corso LM-41 la risposta è no. Dal 2020, se lo studente ha superato il tirocinio pratico-valutativo previsto all’interno del corso di studi, la laurea in Medicina e Chirurgia può essere una «laurea abilitante»: lo stesso titolo universitario abilita anche all’esercizio della professione medica.
Per i laureati che hanno studiato con il vecchio ordinamento o che non hanno completato il tirocinio valutativo all’interno del percorso di studi, però, la situazione può essere diversa. In questi casi occorre ottenere il certificato di abilitazione dall’università o dall’ente competente. La spiegazione ufficiale della FNOMCeO sulla laurea abilitante è disponibile sul suo portale.
3. A quale Ordine iscriversi?
In Italia l’Ordine dei Medici ha una struttura provinciale. Di norma ci si può iscrivere all’Ordine della provincia in cui si ha la residenza, il domicilio professionale o in cui si esercita effettivamente la professione. Non è quindi necessario iscriversi nella stessa città in cui ci si è laureati.
La FNOMCeO ha chiarito che il domicilio professionale può essere il luogo stabile in cui il medico esercita o intende esercitare in modo continuativo; alla prima iscrizione può essere dichiarato anche tramite dichiarazione sostitutiva.
4. Documenti e informazioni generalmente richiesti
L’elenco preciso varia leggermente da un Ordine all’altro, quindi è sempre necessario consultare la pagina ufficiale dell’Ordine della propria provincia. In generale, per la prima iscrizione bisogna presentare o autocertificare i dati anagrafici e di residenza, il codice fiscale, la laurea in Medicina e Chirurgia, lo stato di abilitazione o la laurea abilitante e un documento d’identità valido. In molte province la domanda si presenta tramite portale online e per l’accesso possono essere necessari SPID o CIE.
Bisogna inoltre pagare i costi della prima iscrizione. Di solito comprendono la quota di iscrizione all’Ordine, la marca da bollo e la tassa di concessione governativa; l’importo della quota provinciale però non è uguale ovunque e possono esserci riduzioni per i neolaureati.
5. Esempio pratico: prima iscrizione all’Ordine dei Medici di Milano nel 2026
Secondo la pagina aggiornata dell’OMCeO Milano a giugno 2026, per la prima iscrizione all’Albo dei Medici occorrono la laurea in medicina e l’abilitazione o la laurea abilitante, la residenza o il domicilio professionale a Milano o in provincia di Milano e un codice fiscale italiano; bisogna compilare la domanda online e presentarsi presso la sede dell’Ordine per completare l’iscrizione.
I costi indicati nella stessa pagina per il 2026 sono 135 euro di quota ordinaria oppure 70 euro per i neolaureati, più 168 euro di tassa di concessione governativa e 16 euro di marca da bollo. Poiché gli importi possono cambiare, prima di pagare ricontrollate sempre la pagina ufficiale.
6. I passaggi dell’iscrizione, passo per passo
Primo passo: assicuratevi che il vostro titolo sia abilitante per l’esercizio in Italia o di possedere un certificato di abilitazione separato.
Secondo passo: scegliete l’Ordine provinciale corretto in base a residenza, domicilio professionale o luogo di lavoro.
Terzo passo: aprite la pagina «Prima iscrizione» dello stesso Ordine e leggete la checklist aggiornata di documenti, costi e modalità di invio.
Quarto passo: effettuate i pagamenti necessari e conservate le ricevute.
Quinto passo: compilate la domanda online o il modulo ufficiale. In alcune province, come Milano, la fase online si svolge con SPID o CIE.
Sesto passo: se l’Ordine lo richiede, presentatevi di persona per l’identificazione e il completamento della pratica.
Settimo passo: attendete la delibera di iscrizione da parte dell’Ordine. La data ufficiale di iscrizione all’Albo è importante, perché da quel momento iniziano la vostra posizione professionale e parte degli obblighi assicurativi e previdenziali.
Ottavo passo: una volta completata l’iscrizione, verificate il vostro nome nell’Albo Unico Nazionale della FNOMCeO.
7. Se non siete cittadini italiani ma avete studiato medicina in Italia
Non essere cittadini italiani non impedisce l’iscrizione. La legge prevede la possibilità di iscrizione dei medici stranieri in possesso dei requisiti professionali necessari e nel rispetto delle norme su ingresso e soggiorno in Italia. L’Ordine può tuttavia richiedere documenti aggiuntivi sulla posizione di soggiorno e sulla conoscenza della lingua italiana.
Ad esempio, l’OMCeO Milano ha comunicato che per i cittadini non italiani dal 1° settembre 2026 è richiesta una certificazione della lingua italiana di livello C1 QCER e che, in aggiunta, si svolge una prova per verificare la capacità di utilizzo professionale della lingua, compresa la redazione di certificati e documenti medici. Questa regola non va estesa a tutte le province senza verifica: consultate le norme precise dell’Ordine di destinazione.
8. Se avete conseguito la laurea in medicina fuori dall’Italia
In questo caso, prima dell’iscrizione ordinaria all’Ordine, di norma è necessario ottenere il riconoscimento del titolo professionale estero per l’esercizio in Italia. L’autorità competente principale è il Ministero della Salute. L’esito può essere il riconoscimento diretto del titolo, il riconoscimento subordinato a una misura compensativa oppure il rigetto della domanda.
Dopo il rilascio del titolo o del decreto necessario, è possibile completare l’iscrizione all’Ordine provinciale.
9. Dopo l’iscrizione: non dimenticate la PEC
I medici iscritti all’Albo sono tenuti ad avere un indirizzo PEC e a comunicarlo al proprio Ordine. La PEC ha valore legale per le comunicazioni ufficiali e l’indirizzo professionale viene trasmesso ai registri pubblici della professione. Alcuni Ordini offrono agli iscritti una PEC gratuita o in convenzione.
10. Dopo l’iscrizione: ENPAM e Quota A
L’iscrizione all’Albo comporta automaticamente l’ingresso nel sistema previdenziale e assistenziale dell’ENPAM. Tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Albo sono tenuti alla Quota A, il cui importo è stabilito in base all’età. In presenza di redditi da libera professione possono sorgere anche gli obblighi della Quota B.
Importi e modalità di pagamento cambiano ogni anno, quindi è meglio verificare la cifra corrente direttamente sul sito dell’ENPAM.
11. L’iscrizione all’Ordine non coincide con la Partita IVA
L’Ordine riguarda la vostra abilitazione e registrazione professionale; la Partita IVA è una questione fiscale. Se intendete lavorare come libero professionista, di solito dopo l’iscrizione professionale dovrete regolarizzare anche la posizione fiscale e aprire la Partita IVA. Per il medico assunto in ospedale o in una struttura pubblica, invece, la Partita IVA non è un obbligo generale.
12. Errori comuni dei neolaureati
Un errore frequente è pensare che la «laurea abilitante» permetta di iniziare a lavorare senza l’Ordine: anche con un titolo abilitante l’iscrizione all’Albo è obbligatoria. Un altro errore è scegliere un Ordine provinciale senza avere residenza, domicilio professionale o un reale legame professionale con quella provincia.
Per i medici con titolo estero, avviare la pratica presso l’Ordine prima di aver ottenuto il riconoscimento necessario dal Ministero della Salute può bloccare il fascicolo. Anche dimenticare la PEC o ignorare le comunicazioni dell’ENPAM dopo l’iscrizione può creare in seguito problemi amministrativi o economici.
13. Checklist rapida prima di inviare la domanda
Prima di presentare la domanda, assicuratevi di avere pronti: titolo e stato di abilitazione, codice fiscale, documento d’identità valido, documento o dichiarazione di residenza/domicilio professionale, ricevute dei pagamenti richiesti, SPID o CIE se si utilizza il portale online, documenti di soggiorno per i cittadini stranieri e, in caso di titolo estero, il decreto o riconoscimento necessario.
Nota: questa guida è stata redatta sulla base delle norme e delle pagine ufficiali disponibili fino a settembre 2026. Dettagli operativi, costi, modalità di presentazione dei documenti e requisiti linguistici possono variare tra gli Ordini provinciali; prima di inviare la domanda consultate sempre la pagina ufficiale dell’Ordine di destinazione.
Foto: Vitaly Gariev / Unsplash — medico durante la compilazione di documentazione professionale, immagine collegata alla procedura di iscrizione all’Ordine dei Medici.
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