Aggiornamento: 13 ottobre 2026
La NASpI — Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è l’indennità mensile di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il lavoro.
Questa guida raccoglie requisiti, durata, importi 2026, domanda, compatibilità con nuovo lavoro e Partita IVA, sospensione, decadenza, contribuzione figurativa, tassazione e regole aggiornate.
Chi ha diritto alla NASpI?
- lavoratori subordinati;
- apprendisti;
- soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato;
- personale artistico subordinato;
- dipendenti pubblici a tempo determinato;
- alcune categorie agricole specifiche previste dalla legge.
Chi è escluso?
- dipendenti pubblici a tempo indeterminato;
- operai agricoli ordinariamente coperti dalla disoccupazione agricola;
- lavoratori extra-UE con permesso per lavoro stagionale;
- chi ha maturato pensione di vecchiaia o anticipata;
- chi svolge solo lavoro autonomo senza rapporto subordinato.
Requisito fondamentale
La perdita del lavoro deve essere involontaria. Sono normalmente comprese scadenza del contratto, licenziamento e alcune dimissioni per giusta causa.
Quante settimane di contributi servono?
Servono almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti.
Il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo non si applica più agli eventi di disoccupazione dal 2022.
Nuova regola dal 2025
Se nei 12 mesi precedenti la nuova disoccupazione involontaria il lavoratore si era dimesso volontariamente da un rapporto a tempo indeterminato, deve avere almeno 13 settimane di contribuzione tra quella cessazione volontaria e la nuova cessazione involontaria.
Quanto dura la NASpI?
La durata è pari alla metà delle settimane contributive utili presenti negli ultimi quattro anni, escluse quelle già utilizzate per precedenti prestazioni.
Il massimo teorico è circa 24 mesi.
Importo NASpI 2026
Per il 2026 la retribuzione di riferimento è €1.456,72 e l’importo massimo mensile è €1.584,70 lordi.
Se la retribuzione media mensile è fino a €1.456,72, l’indennità iniziale è pari al 75%.
Se è superiore, si calcola il 75% di €1.456,72 più il 25% della differenza tra la retribuzione media e tale soglia, nel rispetto del massimale.
Riduzione nel tempo
La NASpI si riduce del 3% al mese dal primo giorno del sesto mese di fruizione. Per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda, la riduzione parte dall’ottavo mese.
Quando decorre?
Se la domanda viene presentata entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo. Se viene presentata dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda.
Entro quando fare domanda?
Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.
Come fare domanda?
- online sul sito INPS con identità digitale;
- tramite Patronato;
- tramite Contact Center INPS.
Documenti utili
- documento;
- codice fiscale;
- permesso di soggiorno se necessario;
- IBAN;
- documenti relativi alla cessazione;
- contratto;
- eventuali CU o buste paga;
- dati di Partita IVA o altre attività in corso.
Centro per l’Impiego
La domanda NASpI vale anche come DID, cioè dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Il beneficiario deve partecipare alle misure di politica attiva e agli obblighi previsti dal Centro per l’Impiego.
Nuovo lavoro durante NASpI
Il nuovo rapporto va comunicato tramite NASpI-COM. A seconda di durata e reddito, la prestazione può essere ridotta, sospesa o cessare definitivamente.
Partita IVA
Una Partita IVA attiva non esclude sempre la NASpI, ma il reddito presunto deve essere comunicato all’INPS, anche se pari a zero. In presenza di reddito autonomo entro i limiti previsti, la prestazione può essere ridotta.
Contribuzione figurativa
Durante la NASpI l’INPS accredita contributi figurativi utili ai fini pensionistici, senza costi per il beneficiario.
Tassazione e ISEE
La NASpI è reddito imponibile e l’INPS applica le ritenute fiscali. L’INPS rilascia inoltre la Certificazione Unica. La prestazione rileva anche ai fini ISEE.
Sospensione e decadenza
La sospensione è temporanea e può avvenire, per esempio, in caso di alcuni rapporti di lavoro brevi. La decadenza comporta invece la perdita definitiva della prestazione residua.
La mancata comunicazione di attività o redditi quando obbligatoria può determinare la decadenza.
NASpI anticipata
Può essere richiesta, nei casi previsti, per avviare un’attività autonoma, un’impresa individuale o partecipare a una cooperativa.
Dal 2026 viene erogata in due rate: 70% iniziale e 30% successivo, previa verifica delle condizioni.
Studenti e cittadini stranieri
Essere studente non impedisce di ricevere NASpI se esisteva un vero rapporto subordinato e sono soddisfatti i requisiti. Anche i cittadini non-UE possono accedere alla prestazione se regolarmente occupati e assicurati, salvo le specifiche esclusioni per il lavoro stagionale.
Specializzandi medici
La borsa/contratto di formazione specialistica universitaria non costituisce di per sé un ordinario rapporto subordinato che genera automaticamente diritto alla NASpI. Eventuali altri rapporti di lavoro subordinato vanno valutati separatamente.
Vantaggi
- sostegno economico dopo la perdita del lavoro;
- contribuzione figurativa;
- possibile compatibilità con alcune attività;
- durata legata alla contribuzione maturata;
- possibile anticipazione per autoimpiego.
Limiti
- importo inferiore allo stipendio;
- riduzione progressiva;
- tassazione;
- impatto sull’ISEE;
- obbligo di comunicare lavoro e redditi;
- obblighi con il Centro per l’Impiego;
- possibile recupero di somme indebitamente percepite.
In sintesi
Se hai perso involontariamente un lavoro subordinato e possiedi almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni, la NASpI può essere la principale tutela economica durante la disoccupazione.
La domanda va presentata entro 68 giorni. Per situazioni con più lavori, Partita IVA o cessazioni complesse, è consigliabile rivolgersi a un Patronato.
Fonti ufficiali: INPS e Ministero del Lavoro; importi e regole aggiornati al 2026.
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Le regole e gli importi possono essere aggiornati annualmente; per casi individuali verificare sempre con INPS o Patronato.
Foto: Michele Canciello / Unsplash.